Costruito tra il 1712 e il 1716 per volontà del principe di Aragona, Luigi Onofrio Naselli, su progetto dell'architetto Giuseppe Mariani, il Palazzo Aragona Cutò sorge lungo la storica via Consolare, nei pressi della stazione ferroviaria di Bagheria.
L'imponente struttura quadrangolare è sormontata da una suggestiva loggia-belvedere, dalla quale la nobiltà palermitana era solita assistere agli spettacoli e ai tradizionali fuochi d'artificio del Festino di Santa Rosalia. Ancora oggi questo spazio offre una straordinaria vista sulla città di Bagheria e sul magnifico Golfo di Palermo.
Il prospetto principale conserva importanti elementi decorativi, tra cui le statue allegoriche in pietra di tufo e i busti di leoncello che richiamano l'emblema araldico della famiglia Naselli Aragona.
Dal piano terra si accede al piano nobile attraverso uno scalone monumentale a doppia rampa, una soluzione architettonica particolarmente rara nelle ville siciliane del Settecento, generalmente caratterizzate da scenografiche scalinate esterne.
Al piano nobile, destinato alla residenza dei proprietari, si conservano ancora gli splendidi affreschi attribuiti al pittore fiammingo Willem Borremans. Le decorazioni, realizzate intorno al 1726, raffigurano episodi della mitologia classica e scene tratte dal Nuovo Testamento, conferendo alle sale un eccezionale valore artistico.
Nel corso dei secoli il palazzo passò dai Principi di Aragona ad Alessandro Filangeri, Principe di Cutò, fino a entrare, agli inizi del Novecento, nel patrimonio della famiglia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de "Il Gattopardo".
Acquistato dal Comune di Bagheria nel 1991 e restaurato su progetto dell'architetto Antonio Belvedere, Palazzo Cutò è oggi sede della Biblioteca Comunale "Francesco Scaduto" e ospita anche il prestigioso Museo del Giocattolo "Pietro Piraino".
I suoi ambienti storici e gli spazi esterni accolgono quotidianamente visite guidate e numerose iniziative culturali, tra cui mostre d'arte, conferenze, concerti, spettacoli e presentazioni di libri, contribuendo a rendere il palazzo uno dei principali centri di aggregazione culturale della città di Bagheria.





